Sala delle eccentriche

Stazione 4
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È il momento di guardare in alto, verso la volta ricoperta da queste speciali stalattiti: è qui che, ancora una volta, la Grotta si distingue rispetto al mondo esterno. Quasi a volersi ribellare alle leggi della gravità, che vorrebbe far tendere ogni cosa al centro della Terra, queste stalattiti si diramano verso ogni direzione, viaggiando senza una meta apparente in traiettorie orizzontali fino a risalire, in alcuni loro movimenti, verso il soffitto. Il raro moto di rivolta, che rappresenta l’ennesima particolarità di questo luogo, dà vita a un ricamo che la Natura si diverte a realizzare imitando le sue stesse forme o creandone delle nuove, tanto che questa sala viene anche chiamata Sala del corallo o delle trine e dei merletti. Non solo carsismo, non solo erosione, non solo sottrazione: come i più grandi artisti, la Grotta distrugge e crea a proprio piacimento, e lo fa prendendosi tutto il tempo necessario, secondo regole e stili propri, che solo da qualche tempo l’uomo riesce davvero a cogliere. E nel tentativo di studiare e comprendere i meccanismi della Natura, anche l’uomo lascia una sua traccia, questa volta rispettosa del luogo: il macchinario che avete visto all’ingresso della sala è una stazione meteorologica che rileva la temperatura e l’umidità della Grotta: la prima, indifferente ai capricci del tempo e all’alternarsi delle stagioni, resta costante tra i 18 e 20 gradi centigradi durante tutto l’anno, mentre la seconda oscilla da un 70% fino a un massimo del 98% durante l’estate. Se stai ascoltando questa audioguida nella stagione del sole, quindi, approfittane per goderti un po’ il fresco gentilmente offerto da Nettuno in persona! E se ti sembra di sentire delle note musicali, non avere paura: non è lo sbalzo di temperatura a giocare brutti scherzi: capirai il perché nella prossima tappa del viaggio. Il percorso, adesso, si divide in due corsie: per arrivare nella prossima sala, passeremo dalla parte sinistra del sentiero, per poi compiere un’inversione e tornare sui nostri passi. L’altezza della volta qui si abbassa particolarmente, per cui avanziamo con prudenza e attenzione. Ne varrà la pena.